Claudio
Pra vive ad Alleghe, nel cuore delle Dolomiti e noi lo abbiamo conosciuto di
persona, nell’agosto del 2012, sulla cima Loschiesuoi, nel gruppo del
Cernera, che lui aveva raggiunto nel corso di una escursione solitaria
esplorativa.
“Fino a non molti anni fa, non ero poi così attratto dai monti. –
confessa candidamente – Li frequentavo sporadicamente, tutto preso dal
vortice dello sport agonistico (prima calcio e poi ciclismo). A dirla tutta
la scintilla è scoccata per via indiretta, ovvero per merito di un'altra mia
grande passione scoppiatami dentro recentemente: l’astrofilia. Sono attratto
irresistibilmente dal cielo stellato, dai suoi meravigliosi oggetti celesti,
dai fenomeni che regala. E quale palcoscenico migliore può esserci per
ammirare tutto ciò se non la cima di una delle mie montagne, dove il buio è
assoluto e l’universo si fonde con le Dolomiti creando un mondo fatato?
Proprio l’ascesa a una cima per ammirare un tramonto mi è stata fatale e da
allora non ho più smesso, inserendo spessissimo il contesto notturno nelle
mie escursioni.”
Così, Claudio Pra è diventato un socio molto attivo dell’Associazione
Astrofili Agordini, "Cieli Dolomitici", fondata ad Agordo nel 2003 che
raggruppa gli amatori che osservano il cielo e gli eventi ad esso connessi,
con scopi principali di contribuire al progetto di divulgazione
dell’Astronomia presso le scuole e la popolazione.
“Dall’autunno del 2005 ho così cominciato un'attività d’alta quota
frenetica, - continua a raccontare Claudio - condotta spesso in
solitaria, sia nella buona che nella “cattiva” stagione, recuperando quanto
mi ero perso negli anni precedenti. Dopo tante ferrate e la salita delle
cime più note ora prediligo le vie normali poco frequentate, che portano a
cime quasi sconosciute. Non sono un arrampicatore, le mie vie si fermano al
terzo grado, ma tanto basta per poter spaziare in lungo e in largo su
terreni selvaggi dove il passaggio umano è molto rado.
Di tanto in tanto mi
concedo qualche esplorazione andando alla scoperta di itinerari nuovi o
comunque non relazionati. Devo ammettere che sono esperienze davvero
elettrizzanti. Ecco, più o meno la sostanza del mio vivere la montagna è
questa: fare cose normali con lo spirito di renderle speciali.”
In "Rock Notes" trovate un paio di suoi
scritti che rappresentano perfettamente il suo modo di vivere la montagna e
anche di come le cose che lui definisce "normali" siano, invece, decisamente
"speciali" e molto avventurose.